Perché hanno scelto di lavorare qui

Molti venivano da un'altra Compagnia. Le parole sono le loro. 

Nell'azienda in cui lavoravo prima ero considerato un venditore. Ricordo ancora un corso di formazione. La formatrice ci fece una domanda molto semplice: "Voi vi sentite più venditori o più consulenti?". Praticamente tutti risposero: venditori. Tutti tranne me. La cosa mi lasciò abbastanza stranito e la formatrice mi spiegò il perché: "Puoi fare tutta la consulenza che vuoi, ma se alla fine non vendi, non vali nulla". Io l'ho sempre pensata al contrario.

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    Se fai una consulenza di altissimo livello, se conosci davvero il tuo lavoro e metti davanti a tutto l'interesse della persona che hai di fronte, la vendita diventa una conseguenza. Non può essere l'obiettivo. Perché quando entri in un appuntamento con l'obiettivo di vendere qualcosa, il rischio è che quel "qualcosa" vada bene comunque, purché alla fine ci sia una firma e una provvigione. E questo modo di lavorare non mi apparteneva. In quell'azienda il cliente era, di fatto, un numero. E a ogni numero corrispondeva un fatturato da generare. I risultati arrivavano. Arrivavano i numeri, i riconoscimenti e anche le prospettive di carriera. Ma sapevo anche che quello che stavo dando ai miei clienti non era il massimo che avrei potuto dare. E per me questa cosa pesava più di tutto il resto.


    Mi sono sempre imposto una regola molto semplice: la sera voglio andare a dormire sapendo di aver fatto il meglio per il mio cliente. Non quello che conveniva di più a me. Non quello che serviva per raggiungere un budget. Il meglio per lui. Così ho iniziato a guardarmi intorno. Ho fatto decine di colloqui. Sono laureato in ingegneria e diverse aziende mi proponevano percorsi molto chiari: ingresso, crescita, responsabilità, ruoli manageriali. Sulla carta erano ottime opportunità. Eppure mancava sempre qualcosa.


    Poi ho incontrato Raffaele. Non mi ha convinto con una presentazione o con grandi promesse. Mi ha convinto quello che aveva costruito. Un'agenzia fondata esattamente sui valori professionali che stavo cercando: competenza, integrità e lavoro sodo.


    Qui il principio era semplice: non si scende a compromessi sulla qualità della consulenza. Non si deve vendere qualcosa a un cliente perché "bisogna chiudere". Si deve capire di cosa ha realmente bisogno e avere la competenza per dargli la risposta giusta. A quel punto restava da fare la parte più difficile. Lasciare un contratto a tempo indeterminato, una posizione consolidata e una carriera manageriale già avviata per ripartire praticamente da zero. L'ho fatto. E ripartire da zero significava davvero ripartire da zero.


    Venivo da un'esperienza molto focalizzata sul ramo Vita, mentre sul Danni avevo ancora tantissimo da imparare. Quindi mi sono rimesso a studiare. Sono arrivato come ultimo consulente entrato in agenzia, senza scorciatoie e con tutto da dimostrare. Ci sono stati momenti in cui mi sono chiesto se avessi fatto la scelta giusta. E ogni volta la risposta è stata la stessa: sì.


    Perché magari avevo rinunciato alla strada più comoda, ma finalmente stavo costruendo la strada giusta per me. 


    Sono entrato qui come l'ultimo arrivato. Oggi sono Direttore Vendite.


    Ma se guardo indietro, il risultato di cui sono più orgoglioso non è il titolo sulla porta. È non aver dovuto cambiare l'idea che avevo del mio lavoro per arrivarci. A chi oggi è là fuori e sta pensando di cambiare, dico questo: non sarà facile e probabilmente non sarà immediato. Ma se vuoi essere qualcosa di diverso da un venditore di polizze, se vuoi costruire competenze vere ed essere riconosciuto come un professionista, allora questo è il posto giusto.


    Perché tra dire di essere un consulente ed esserlo davvero c'è una differenza enorme. E quella differenza non la fa una firma nella mail. Non la fa una targhetta sulla porta. La fa il modo in cui vieni riconosciuto dai tuoi clienti e dai tuoi colleghi.

Alex Barillani

Direttore vendite

Dopo 22 anni in una grande compagnia avevo esperienza, conoscevo bene il settore e, dal punto di vista economico, stavo bene. Guadagnavo bene, è vero. Ma dentro di me sentivo sempre più forte che non mi bastava. Mi mancava la prospettiva. Mi mancava l'idea di stare costruendo qualcosa che sentissi davvero mio, qualcosa con una visione chiara, con un metodo, con un futuro.

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    A un certo punto ho iniziato a sentire che quel modo di lavorare non mi rappresentava più fino in fondo. Vedevo troppo spesso il cliente trattato come qualcuno a cui proporre un prodotto, mentre io sentivo sempre di più il bisogno di fare consulenza vera. Per me significava questo: ascoltare prima di parlare, capire prima di proporre, partire dai bisogni reali e non da quello che si voleva vendere. Cercavo un ambiente in cui il cliente fosse davvero al centro, non solo a parole.


    Ma c'era anche un altro aspetto, per me decisivo: dopo tanti anni non volevo solo continuare a fare bene il mio lavoro, volevo crescere davvero. Volevo avere la possibilità di aprire e gestire una sede, di prendermi responsabilità più grandi, di seguire collaboratori e aiutarli a crescere. Sentivo di avere dentro molto di più di quello che stavo esprimendo. Non cercavo semplicemente un cambiamento: cercavo uno spazio in cui poter costruire.


    Quando ho incontrato Raffaele, ho capito quasi subito che quella poteva essere la strada giusta. Ho trovato una visione molto vicina alla mia. Ho percepito che lì non si parlava solo di polizze, ma di metodo, organizzazione, consulenza, persone. E soprattutto ho sentito che c'era apertura vera: non il classico "vediamo", ma la possibilità concreta di mettere idee, energia ed esperienza dentro un progetto condiviso.


    Da quando sono in Assicurazioni e Investimenti, il mio lavoro è cambiato profondamente. Oggi sento di fare una professione più completa, più seria e più coerente con quello che ho sempre immaginato. Il cliente non è più il punto di arrivo, è il punto di partenza. Non si parte da cosa vendere, ma da cosa serve davvero. E questo cambia tutto: cambia il tipo di relazione che costruisci, cambia il valore che percepisce il cliente e cambia anche il modo in cui vivi ogni giornata di lavoro.


    Per me è stato importante anche un altro passaggio: oggi non sono solo dentro un'organizzazione, oggi contribuisco a costruirla. Posso seguire collaboratori, trasmettere un metodo, lavorare per far crescere una sede e sentirmi parte di qualcosa che ha una direzione precisa. Questo, dopo tanti anni, ha fatto davvero la differenza.


    A un consulente che oggi si trova nella situazione in cui ero io direi di essere sincero con sé stesso. Se senti che stai lavorando bene ma senza prospettiva, se guadagni ma non stai costruendo davvero nulla, se percepisci che il tuo lavoro si riduce troppo spesso a fare preventivi e inseguire il prezzo, allora forse hai già capito che ti manca qualcosa. Quando trovi un contesto in cui il cliente viene davvero prima di tutto, in cui la consulenza è reale e in cui puoi anche crescere come professionista e come persona, te ne accorgi subito. Perché smetti di sentirti uno che deve vendere, e inizi a sentirti per quello che sei davvero: un professionista che aiuta le persone a proteggere ciò che conta.

Fabrizio Ferrari Gozzi

Responsabile Filiale

Tredici anni fa, prima di entrare in A&I, lavoravo già come subagente iscritto alla sezione E del RUI (Registro Unico degli Intermediari) per un'altra grande compagnia del mercato italiano. Il mestiere che mi era stato insegnato era quello di vendere secondo le esigenze del cliente, ma spesso secondo i budget e le campagne commerciali della mandante, come credo accada nella maggior parte delle agenzie sul territorio. Si facevano parecchi corsi su prodotti e tecniche di vendita, ma il fulcro era sempre il Prodotto, mai il Rischio. In autonomia cercavamo di calcolare insieme al cliente i capitali necessari per tutelare questo o quello, ma non c'era un approccio sistemico: se ci fosse stato, sarebbe dipeso dalla libera iniziativa di ognuno.

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    A cambiare questa situazione fu l'incontro con Raffaele, che avevo già visto ad alcuni corsi ma che non conoscevo più del "ciao" e "come stai", grazie a un mio collega che stava aprendo un nuovo progetto di collaborazione con un'altra compagnia nella quale Raffaele era da poco diventato agente. A differenza dell'agente presso cui lavoravo fino a quel momento, Raffaele è apparso subito come una persona proattiva, con tante idee nuove, volte a cambiare la mentalità e il metodo di lavoro e di rapporto con la clientela.


    Da allora sono trascorsi 13 anni. Il team è cresciuto, nuove persone sono entrate e alcune anche uscite, forse non tutte pronte per questo nuovo approccio a quella che ora possiamo chiamare Consulenza, e non più Vendita.


    Se penso a come ero quando sono entrato, sono cambiate molte cose, ma soprattutto sono cambiato io e il mio modo di approcciarmi ai clienti. Questo cambiamento ha inevitabilmente portato alla perdita di diversi clienti, perché un metodo impostato in questo modo non si adatta a tutti.


    Il nostro è un mestiere che negli anni è cambiato profondamente. Rimanere fermi a come si lavorava prima non è più possibile, ma soprattutto sono cambiati i clienti: se tanti anni fa, acquisita la loro fiducia, sottoscrivevano contratti senza fare troppe domande, oggi si documentano molto di più, anche attraverso i media e l'intelligenza artificiale. Se una vendita è impostata sul prezzo, ci sarà sempre in giro un prezzo migliore, e non ci sarà nulla che tenga.


    Il lavoro che facciamo oggi, basato sull'Analisi dei Rischi prima di ogni altra cosa, genera due vantaggi importanti. Il primo: chi non vuole seguire questo percorso viene naturalmente escluso, perché se lo tenessimo, prima o poi ci abbandonerebbe per un'offerta più conveniente, e non avrebbe senso dedicargli tempo. Il secondo: chi manifesta interesse per l'analisi e la consulenza, e ci dedica il suo tempo, diventa un Cliente Consapevole. Il nostro rapporto nasce sulla fiducia e si mantiene nel tempo, a prescindere dai prodotti.


    In un mondo dove tutti sanno fare tutto, specializzarsi nell'analisi dei rischi, dove molti colleghi non operano e non hanno nemmeno gli strumenti per farlo, genera un grande vantaggio competitivo.


    A un consulente che oggi si riconoscesse in quello che ero io 13 anni fa vorrei dire che potrebbe essere molto fortunato ad entrare in un team di questo tipo, dove altri hanno già fatto da pionieri. Per lui potrebbe finalmente nascere un lavoro nuovo, che nel tempo gli darà maggiori soddisfazioni, sia personali che economiche. E soprattutto potrà guardarsi allo specchio e dire che aiuta le persone e le aziende a difendersi dai Rischi Reali a cui sono soggetti.


    Se ci avete fatto caso, all'inizio di questa testimonianza parlavo della mia qualifica tecnica. Oggi, pur restando un iscritto alla sezione E del RUI, posso certamente chiamarmi Consulente, in continua evoluzione, con cose nuove da imparare ogni giorno. Ma la linea è tracciata.

Dante Casoli

Consulente

Se mi guardo indietro, il mio percorso lavorativo non è stato una linea retta, ma un insieme di scelte, tentativi e intuizioni che mi hanno portato esattamente dove sono oggi.


Ho iniziato facendo più lavori contemporaneamente: dall'assicuratore, collaborando con più compagnie, agli impianti fotovoltaici, fino all'oro da investimento. Un continuo correre in direzioni diverse, con un unico obiettivo: sbarcare il lunario.

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    La verità? In mezzo a tutto quel caos, per anni portavo a casa poche centinaia di euro, nonostante l'impegno. 


    Poi è arrivato un momento di svolta. Ho capito che il problema non era quanto lavorassi, ma come stavo lavorando. Così ho iniziato un percorso serio su me stesso e ho fatto una scelta controintuitiva: smettere di disperdere energie e concentrarmi su una sola direzione, fatta bene. 


    È stato così che ho intrapreso il mio percorso nel mondo di Assicurazioni e Investimenti. Non solo un lavoro, ma un'attività che rispecchia i miei valori: etica, tutela e responsabilità verso le persone.


    Oggi sono diventato quello che cercavo all'inizio: un professionista consapevole, con una visione chiara e una crescita costante. Ma soprattutto, sto costruendo qualcosa di più grande, insieme a persone che vogliono fare la differenza.

Francesco Calignano

Consulente

La mia situazione precedente era molto lontana da quelli che sono i miei fondamentali etici sul lavoro. Ero in una compagnia dove l'obiettivo era vendere polizze a scapito della consulenza, guidati dai budget assegnati, con un focus quasi esclusivo sui prodotti vita di risparmio. Mancava completamente tutta la parte di tutela del cliente, che era invece proprio quello che volevo approfondire.

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    Quello che mi ha convinto a spostarmi in Assicurazioni e Investimenti è stato il colloquio iniziale: ho trovato concentrato in un unico posto tutto quello che avevo sempre cercato. Una consulenza globale al cliente, orientata davvero alla sua tutela. Una consulenza vera, non una consulenza mascherata da vendita di polizze.


    Da allora è cambiato tutto. È cambiato il modo di vivere il lavoro, il modo di approcciarsi al cliente, e la mia conoscenza della materia si è evoluta in modo esponenziale, anche se in questo settore non si finisce mai di imparare.


    A chi si trova nella mia stessa situazione direi di non pensarci due volte. Se hai una mentalità consulenziale orientata al benessere del cliente, e non fai questo lavoro per vendere polizze allo scopo di fare cassa, credo non ci sia posto migliore in cui sviluppare questo ideale.

Alex Galuppi

Responsabile Tecnico Analisi dei Rischi

Non sono arrivata in Assicurazioni e Investimenti seguendo un percorso lineare. Venivo da una realtà in cui avevo costruito tutto: il ruolo, i rapporti, la fiducia delle persone intorno a me. Poi qualcosa si è rotto, non per colpa mia, e mi è stato proposto di seguire una parte della squadra che altri avevano già archiviato come scartata.

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    Ho scelto di esserci, perché mi sembrava la cosa giusta da fare.


    Il mio primo incontro con Raffaele non è andato come mi aspettavo. Ho ricevuto un no al ruolo di classica dipendente, e una proposta diversa: quella di consulente autonoma con partita IVA. Una doccia fredda, sul momento. Ma mi ha colpita anche altro: un modo di ragionare sul lavoro che non avevo mai incontrato prima. Un'etica concreta, non dichiarata, e una responsabilità che si vedeva nel modo in cui prendeva le decisioni.


    I primi anni sono stati duri. Ma ho capito presto di essere nel posto giusto.


    Quello che ho imparato qui è che il nostro lavoro ha un impatto sociale reale, se fatto con il giusto spirito. Quando un cliente mi ringrazia perché in un momento difficile ha trovato una protezione concreta, quando qualcuno mi dice che finalmente ha capito cosa sta assicurando davvero e perché, quella è la misura di ciò che facciamo.


    Non vendo polizze. Analizzo la situazione di chi ho davanti, i rischi reali, le conseguenze economiche che certi eventi potrebbero avere sulla sua vita o sulla sua attività. È un approccio che richiede tempo, preparazione e la capacità di mettere la persona al centro senza fretta.


    Chi cerca questo, sa dove trovarmi.

Giorgia Gardini

Consulente

Sono entrata a far parte del team di Assicurazioni e Investimenti a febbraio 2021. Nella realtà precedente lavoravo ormai da 18 anni, avevo iniziato subito dopo essermi diplomata. Ero l'impiegata che accoglieva i clienti al loro ingresso in agenzia con un bel sorriso, ascoltava le loro richieste e le risolveva per quanto di mia competenza, aprivo i sinistri e seguivo le pratiche fino alla liquidazione.

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    Ad un certo punto mi è stato detto che ero la persona ideale per parlare con i clienti e vendere nuove polizze, grazie al mio modo di fare gentile e mai aggressivo. Questo mi ha dato grande soddisfazione, ma il problema era che non mi erano stati dati gli strumenti per farlo. Non sapevo nulla di vendita, di come parlare con i clienti per far capire loro cosa fosse importante tutelare. Mi sentivo a disagio e non riuscivo mai a concludere.


    Nel team di Assicurazioni e Investimenti c'è un aggiornamento costante e in anticipo rispetto agli altri, un'evoluzione continua, una condivisione di idee e informazioni discusse con tutta la squadra. Questo porta ad avere stimoli continui e a una crescita sia professionale che personale. Mi sento arricchita, più sicura di me e valorizzata.


    Ho capito che posso davvero fare la differenza aiutando le persone a rendersi consapevoli dell'importanza della protezione. Riesco a organizzare il mio lavoro in modo ordinato, senza dovermi interrompere continuamente perché un potenziale cliente entra in agenzia a chiedere un preventivo auto.


    Abbiamo un metodo di lavoro che ci differenzia dalla maggior parte delle agenzie assicurative e che ci permette di lavorare solo con clienti che sanno apprezzare il valore del nostro operato. A mio avviso, questa è l'unica strada per poter continuare a lavorare al meglio in questo settore.

Anna Maria Opromolla

Consulente

Prima di arrivare in Assicurazioni e Investimenti ero stanco. Non stanco di lavorare, stanco di lavorare in un certo modo.


Nel mio ufficio precedente il cliente non era una persona da aiutare, era un numero da chiudere. Nessuna analisi vera dei bisogni, nessun metodo condiviso.

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    Ognuno andava per conto suo e gli obiettivi erano quelli dell'agenzia, non quelli del cliente. Mi sentivo un battitore libero in un campo dove non capivo nemmeno le regole.


    Quando ho conosciuto Assicurazioni e Investimenti quello che mi ha colpito non è stato il prodotto o la proposta economica. È stata la cultura.


    C'era un modo di parlare ai clienti diverso, un'attenzione reale ai loro bisogni, un metodo che aveva senso. Ho pensato: qui si lavora in modo serio.


    Da quando sono entrato, il mio lavoro è cambiato. I clienti lo sentono, sono più coinvolti, le conversazioni sono diverse.


    E per la prima volta dopo anni mi sento parte di qualcosa, non solo un consulente che porta a casa i numeri.


    A chi si trova nella situazione in cui ero io direi una cosa sola: il problema non sei tu. È il contesto. E i contesti si possono cambiare.

Gabriele Artoni

Consulente

Sono entrato in Assicurazioni e Investimenti nel febbraio 2021, non per scelta, ma per un cambio nella gestione societaria. Non rinnego quello che c'era prima: 25 anni di lavoro mi hanno dato le basi e la conoscenza tecnica per muovermi in questo settore.

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    Ma qui ho capito una cosa che da solo non avrei mai ammesso: la tecnica non basta. Per anni ho curato esclusivamente l'aspetto tecnico, convinto che fosse sufficiente. Non lo è. Le persone non cercano solo qualcuno che sappia le risposte giuste, cercano qualcuno che le ascolti, le affianchi, le aiuti a prendere le scelte migliori nel loro interesse. Questo è quello che Assicurazioni e Investimenti mi sta insegnando a fare, giorno dopo giorno.


    La formazione continua, gli strumenti tecnologici, e soprattutto una filosofia di lavoro orientata davvero al cliente, non alla polizza da piazzare, stanno costruendo la parte che mi mancava: quella umana.


    Non mi aspettavo di trovare un ambiente così. Si lavora seriamente, ma ci si sente parte di qualcosa, non ingranaggi di una macchina.


    Sono rimasto perché qui sto diventando un professionista più completo. E una persona migliore.

Stefano Pedrazzi

Consulente

Ripensando ai dodici anni con A&I, la spinta ad iniziare questa nuova avventura, premesso che non stavo male dove ero prima, è stata la mancanza di obiettivi, e in particolare, di poter avere un ufficio mio. Il salto fu molto duro, ripartire dal Cliente uno, dove prima avevo un portafoglio consolidato, non fu facile, anzi...

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    A posteriori, anche se del senno di poi sono pieni i fossi, lo avessi fatto prima, dato che ne avrei avuta la possibilità!


    Il grande cambiamento, duro, fastidioso e a volte irritante, lo devo al mio Coach Raffaele Ravagni, e ora, come per tutti gli allenatori "duri", non finirò mai di ringraziarlo! Formazione, formazione, formazione... confronto con sé stessi e con il team, miglioramento continuo in tante piccole cose, che sul momento ti fa "brontolare", e non ti accorgi che stai crescendo! Una riflessione che farei oggi al me di dodici anni fa... Ascolta, ascolta, ascolta e metti in pratica, subito, senza aspettare!


    Avrei fatto tanto di più... ma siamo solo all'inizio!

Daniele Cantarelli

Consulente

Dopo tanti anni nello stesso ambiente di lavoro, un cambio di gestione porta con sé molti dubbi e un po' di insicurezza. Cambiano i punti di riferimento, inizialmente non è chiaro quale direzione verrà presa, ti interroghi su quanto verrà valorizzata l'esperienza maturata e su quali potranno essere le reali prospettive future.

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    Avrei potuto scegliere di guardarmi intorno e cercare nuove opportunità nello stesso settore, ma probabilmente mi sarei ritrovato nello stesso contesto, dominato dalla logica del prezzo e da una continua corsa al ribasso pur di acquisire clienti.


    Ho scelto di restare, di mettermi in gioco, perché ho visto un modo di lavorare diverso, più chiaro e più innovativo rispetto a quello a cui ero abituato, e rispetto al resto del settore.


    L'analisi dei rischi è lo strumento che permette di identificare e quantificare in modo oggettivo le conseguenze economiche di eventuali imprevisti sul patrimonio, di un privato o di un'azienda, e di far ragionare il cliente su ciò che conta davvero. Un approccio che sposta il focus dalla semplice leva del prezzo a una valutazione più consapevole.


    E questo fa davvero la differenza rispetto al resto del mercato.

Alberto Zanoli

Consulente

Ho sempre respirato l'amore di mio padre per questa professione, ma prima di entrare in Assicurazioni e Investimenti non riuscivo a sentirmi davvero coinvolta. Mi sembrava di svolgere semplicemente un lavoro, uno di quelli dove gli impiegati timbrano il cartellino e gli Agenti amano tenere i piedi sulla scrivania. Cercavo la passione, cercavo un'Agenzia che mettesse in campo competenze e qualità del servizio, una professione di vera consulenza dove a guidare tutto non fosse il guadagno facile.

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    Quando, sei anni e mezzo fa, sono entrata in A&I per un colloquio, ho respirato subito qualcosa di diverso, più simile a me e a quello che sognavo.


    Sono entrata con già delle competenze, ma qui ho finalmente potuto approfondire, appassionarmi e assumermi responsabilità concrete, lavorando e studiando, attingendo dalla formazione continua di Raffaele e dalla fortuna di lavorare in un vero Team. Il lavoro non è più un lavoro: è il perseguimento di obiettivi comuni.


    A chiunque cerchi una realtà così direi di entrare a far parte del nostro Team. Se hai voglia di costruirti una vera professione che ti appassioni, se vuoi condividere obiettivi e raggiungere risultati, se hai ambizione e il desiderio di non smettere mai di imparare: questo è il posto giusto.

Patrizia Zilio

Responsabile Qualità e Gestione Tecnica

Dopo anni di esperienza con diverse compagnie, di cui l'ultima di rilevanza mondiale, non sentivo la soddisfazione nel lavoro, quella che ti porta ad amarlo e farlo con passione. Ho colto quindi l'occasione, visto che adoro le sfide, di entrare in questa agenzia che poi è diventata Assicurazioni e Investimenti.

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    Ne ho percepito le potenzialità, l'entusiasmo di chi la conduce, che crede nelle persone e volge lo sguardo sempre avanti. Il livello di conoscenza in me ha avuto un andamento esponenziale, che mi ha permesso di essere più credibile e più competente.


    Soprattutto negli ultimi anni ho avuto modo di rendermi conto dell'importanza che questa attività svolge in campo sociale, se fatta con il giusto spirito e serietà. Sempre più frequentemente le persone mi ringraziano e mi prendono come riferimento, sapendo che in caso di necessità possono contare su un aiuto concreto. Data la mia natura altruista, provo grande soddisfazione e ne sono orgoglioso.


    Chi è nel mio settore e non riscontra questa crescita e questa soddisfazione nel posto in cui si trova farebbe bene a volgere lo sguardo altrove, sapendo che potrebbero esserci altre realtà simili a questa. Dico simili, perché uguali è impossibile.

Luca Fogli

Consulente

Prima di entrare in A&I lavoravo già nel settore assicurativo, però con il tempo avevo iniziato a sentire che qualcosa non mi rappresentava più fino in fondo. Spesso il focus era molto sui numeri e meno sul valore reale della consulenza e sul rapporto con il cliente, e questa cosa alla lunga mi ha fatto perdere la motivazione.

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    Io però questo lavoro l'ho sempre visto più come una relazione con le persone anziché una semplice vendita. Per questo avevo iniziato a guardarmi intorno, cercando un contesto dove fosse possibile lavorare in modo diverso.


    Quando ho conosciuto A&I mi ha colpito soprattutto il metodo e il fatto che ci fosse una vera dimensione di squadra. Non la classica realtà dove ognuno pensa solo ai propri risultati, ma un ambiente dove il confronto e la condivisione fanno parte del lavoro quotidiano.


    Da quando sono qui la differenza principale la sento proprio in questo: il modo di lavorare è più strutturato e c'è più supporto. Anche nel rapporto con i clienti l'approccio è più consulenziale e meno "commerciale" nel senso stretto.


    A chi oggi si trova nella situazione in cui ero io direi di non dare per scontato che nel nostro settore si debba lavorare per forza in un certo modo. Basta trovare il contesto giusto per riscoprire motivazione e professionalità, sempre con l'obiettivo di offrire una consulenza realmente orientata al cliente.

Valentina Nanni

Consulente

Ho sempre pensato che la professione dell'assicuratore fosse perfetta per me; si unisce la relazione con le persone alla consulenza.


L'idea di trovare delle soluzioni per le esigenze dei clienti mi ha appassionato fin dall'inizio della mia attività.

Inoltre fare questo mestiere da libero professionista ha rappresentato da subito una sfida e questo mi ha dato la spinta per crescere.

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    Si sa che avere una attività con la partita iva ti spinge a migliorare la tua preparazione per crescere con costanza, tuttavia l'altro lato della medaglia è quello che spesso ti senti solo a dover correre in un contesto di mercato sempre più complicato.


    In Assicurazioni e Investimenti ho trovato una realtà organizzata in ogni fase del processo di lavoro che mai ti fa sentire solo. Quotidianamente c'è una collaborazione attiva tra i colleghi, e il supportarci a vicenda permette insieme di crescere e migliorare con costanza. La grossa differenza tra lavorare in squadra e da soli è che mentre coi colleghi interagendo si scoprono sempre cose nuove, da soli si rischia di ripetere l'attività in modo meccanico senza mai cambiare e evolversi.


    La mia esperienza è che, nel settore assicurativo e finanziario moderno, il successo non è solo una questione di competenze tecniche individuali, ma di collaborazione e condivisione di conoscenze. Avere una struttura solida alle spalle permette di concentrarsi sul cliente finale, sentendosi supportati invece che soli.


    In Assicurazioni e Investimenti ho trovato il perfetto rapporto tra autonomia/indipendenza, irrinunciabili per un professionista, e un team di colleghi coi quali collaborare per avere spunti e suggerimenti per progredire ed elevarsi.

Andrea Dallaglio

Consulente