L’illusione della Solidarietà vs la Matematica del Fallimento

Perché il "Miracolo CIDA" è l'eccezione che conferma la regola
(e perché tu rischi di non essere quella mosca bianca).
Se c’è una menzogna dolcissima che il marketing sociale e la retorica nazional-popolare ci hanno infilato nel cervello fin dall'asilo, è questa: "L’unione fa la forza".
Siamo cresciuti con l'idea romantica, quasi cinematografica, che di fronte alla tragedia la comunità si stringa a coorte.
Che nel momento del bisogno, una mano invisibile e benevola si estenda per afferrare chi sta precipitando. Ci piace pensarlo. È un pensiero caldo, confortante, "umano".
È l'equivalente emotivo di una tazza di cioccolata calda mentre fuori imperversa la bufera.
Ma c’è un problema.
Quando spostiamo questo pensiero dal tavolo del cenone di Natale al tavolo del Consiglio di Amministrazione di un’azienda, la cioccolata calda diventa arsenico.
Oggi voglio analizzare con voi un caso di cronaca che contiene una lezione di Risk Management più potente di qualsiasi teoria accademica.
Parleremo di un incendio devastante. Di una richiesta di aiuto disperata. E di un lieto fine che, statistiche alla mano, ha le stesse probabilità di accadere di una vincita alla lotteria.
Il Caso: Torrefazione CIDA Srl (Luglio 2021 - Rinascita 2024)
Facciamo un passo indietro. Siamo a San Marco Evangelista, provincia di Caserta.
È la notte del 26 luglio 2021.
La CIDA Srl non è un’aziendina improvvisata nata ieri in un garage.
È una realtà storica, un orgoglio del Sud, un’eccellenza nella produzione del caffè.
In una notte, l’inferno scende in terra.
Un incendio di proporzioni bibliche devasta lo stabilimento. Il fuoco, che non ha rispetto per la storia né per il fatturato, si mangia tutto: macchinari, scorte, capannoni.
La capacità produttiva viene azzerata in poche ore.
Di fronte a un disastro da 5 Milioni di Euro, l'azienda lancia (anche) una Raccolta Fondi su GoFundMe.
Titolo: "Aiutateci a ripartire". Obiettivo: 5.000.000 €.
Oggi, martedì 10 febbraio 2026, possiamo leggere il finale della storia.
In un post Facebook recente, la CIDA celebra il ritorno nella struttura ricostruita:
"Tre anni fa, abbiamo affrontato uno dei momenti più difficili della nostra storia... Ma oggi, con immensa gioia e orgoglio, celebriamo il nostro ritorno nella struttura che è stata ricostruita con dedizione, tenacia e forza di volontà."
Sono ripartiti. Ce l'hanno fatta. Onore a loro, alla loro tenacia e alla loro capacità imprenditoriale. Sono stati dei leoni.
Ma attenzione. Non ce l'ha fatta grazie alla colletta.
Ce l'ha fatta nonostante la colletta.
Ho controllato i risultati di quella campagna oggi.
Totale raccolto: poco più di 43.000 euro.
Su un fabbisogno di 5 milioni, la "solidarietà della gente" ha coperto lo 0,86%.
Con 43.000 euro, in un’azienda industriale, ci compri forse le macchinette del caffè per la sala relax. Non ci ricostruisci i muri.
La CIDA è una "Mosca Bianca" (Tu potresti non esserlo)
Qui arriva la parte brutale. La parte che il tuo assicuratore "simpatico" non ti dirà mai.
Il fatto che la CIDA sia ripartita non deve tranquillizzarti. Deve terrorizzarti.
Perché?
Perché statisticamente, la CIDA è una "Mosca Bianca". È un'anomalia statistica.
I dati del Risk Management internazionale (Fonte: FEMA e studi di settore assicurativo) sono una sentenza di morte senza appello:
- Il 40% delle aziende colpite da un disastro grave (incendio, alluvione) non riapre mai più. Chiude subito.
- Del restante 60% che prova a riaprire, un altro 25% fallisce entro un anno.
- In sintesi: oltre il 70% delle aziende sparisce dal mercato entro 24 mesi dal sinistro.
Perché? Perché i clienti non aspettano 3 anni (come nel caso CIDA) per bere il caffè.
Vanno dalla concorrenza. Perché le banche vogliono le rate dei mutui anche se il capannone è cenere. Perché i dipendenti migliori se ne vanno.
Se la CIDA è sopravvissuta a 3 anni di inferno, significa una sola cosa: o avevano una liquidità propria mostruosa (spalle larghe come un gigante), o avevano una copertura assicurativa fatta da Dio (Danni Indiretti, Valore a Nuovo, massimali capienti).
In entrambi i casi, non è stata la "solidarietà" a salvarli. Sono stati i SOLDI.
E se tu non hai 5 milioni liquidi sul conto corrente dedicati agli imprevisti, ti resta solo una strada: l'assicurazione corretta.
I 3 Mostri che uccidono le aziende (mentre aspetti la solidarietà)
Ecco perché la maggior parte delle PMI italiane, al contrario della CIDA, finisce nel cimitero delle imprese dopo un incendio.
La colpa è di un Mercato Generalista che vende polizze "a pacchetto" senza Diagnosi.
1. Il Mostro della Sottoassicurazione (L'Art. 1907 C.C.)
Questo è il killer silenzioso.
Funziona così: il tuo capannone, per essere ricostruito a nuovo oggi (prezzi 2026), costa 5 Milioni.
Il tuo "assicuratore amico", per farti risparmiare 300 euro, ti assicura per 2,5 Milioni.
Tu pensi: "Vabbè, male che vada ho 2,5 milioni. Mi bastano". SBAGLIATO.
Per la Regola Proporzionale (Art. 1907 C.C.), se ti assicuri per il 50% del valore, la Compagnia ti paga il 50% del danno.
Hai un danno da 100.000 euro? Ne prendi 50.000.
Hai un danno totale? Ti mancano 2,5 Milioni. E GoFundMe te ne darà solo 43.000. Fai tu i conti.
2. Il tempo è denaro: I Danni Indiretti (Fermo Attività)
Leggete bene il post della CIDA: "Tre anni fa...".
Ci hanno messo 3 anni per tornare a regime nella struttura.
Tre anni. 36 mesi. 1095 giorni.
Immagina la tua azienda ferma per 3 anni.
- Chi paga gli stipendi ai dipendenti chiave per non farli scappare?
- Chi paga l'affitto dei locali temporanei?
- Chi paga le rate del leasing dei macchinari bruciati?
- Chi paga l'utile perso (MOL) che serviva a mantenere la tua famiglia?
Se non hai la garanzia Danni Indiretti da Interruzione di Esercizio con un "Periodo di Indennizzo" adeguato (minimo 18-24 mesi, meglio 36), sei morto.
Il tuo capannone sarà ricostruito bellissimo, ma la società sarà fallita prima del taglio del nastro.
La CIDA ha avuto la forza di resistere 3 anni. Tu ce l'hai?
3. L'errore del "Valore Commerciale"
Molti assicurano i macchinari al "valore di bilancio" (ammortizzato).
Se il macchinario brucia, la polizza ti rimborsa il valore del ferro vecchio.
Ma tu devi comprarne uno NUOVO per ripartire.
Il fornitore vuole il prezzo pieno del 2026, non quello svalutato del 2015. Chi mette la differenza?
Tu. O il fallimento.
L'Unica Raccolta Fondi che funziona davvero
La storia della CIDA ci insegna il rispetto per chi non molla, ma ci insegna anche che sperare nella fortuna (o nella colletta) è una strategia suicida.
Quei 43.000 euro raccolti su 5 milioni necessari sono la prova che il mercato non ha cuore.
L'assicurazione, quella vera, fatta con i crismi della Diagnosi, è l'unica Raccolta Fondi Contrattualizzata che funziona.
È un contratto in cui una Compagnia si impegna giuridicamente a versarti quei 5 Milioni.
Non perché ti vuole bene. Ma perché c'è un contratto blindato che la obbliga.
L'Inversione di Munger: Come evitare il baratro
Charlie Munger diceva: "Dimmi dove morirò, così non ci andrò mai".
Se vuoi garantire il fallimento della tua azienda in caso di disastro, ecco la ricetta perfetta:
- Ignora il valore di ricostruzione a nuovo (Sottoassicurazione).
- Non assicurarti per il Fermo Attività (Danni Indiretti).
- Affidati alla banca, alla posta o a venditori di polizze per la polizza aziendale.
- Pensa "Tanto a me non succede, e se succede farò una colletta".
Se stai facendo anche solo una di queste cose, stai giocando alla roulette russa con un proiettile nel tamburo.
La Diagnosi prima della Terapia: La fine del "Venditore di Polizze"
Il mercato assicurativo italiano è malato. È intasato da venditori che piazzano "prodotti" come se fossero aspirapolveri, convinti che la sicurezza di un'azienda si misuri in "quante polizze hai nel cassetto". Questa non è protezione. È collezionismo di carta straccia.
Qual è la differenza? Il venditore di polizze ti chiede: "Quanto vuoi spendere?".
Il Risk Manager ti chiede: "Quanto ti serve per non fallire?".
La differenza è abissale. Non esiste una "polizza buona" o una "polizza cattiva".
Esiste solo la Diagnosi. Senza un'analisi brutale dei bilanci, dei valori di rimpiazzo a nuovo e dei tempi di ripristino, qualsiasi contratto assicurativo è solo un biglietto della lotteria.
Potresti vincere, ma statisticamente perderai tutto.
Il vero professionista oggi non è quello che ti vende la soluzione.
È quello che identifica il problema che tu nemmeno sapevi di avere (il Punto di Fallimento Garantito) e costruisce la strategia per neutralizzarlo. Fa l'avvocato del diavolo contro la tua azienda oggi, simulando il peggio, per evitare che tu debba cercare un avvocato fallimentarista domani.
Il "Miracolo CIDA" è una storia bellissima di resilienza umana. Ma nel business, i miracoli non sono una strategia replicabile. La Matematica Assicurativa sì.
Smetti di essere un imprenditore che spera nella solidarietà o nella fortuna. Smetti di farti trattare come un pollo da spennare dal mercato generalista.
Diventa uno Stratega che pianifica la propria immortalità aziendale basandosi sui numeri, non sulle speranze.La scelta è tua.
Ma ricorda: GoFundMe è aperto 24 ore su 24, ma 43.000 euro non ti basteranno nemmeno per pagare l'acconto degli avvocati del fallimento.
Fonti:
https://www.arpacampania.it/-/incendio-san-marco-evangelista-ultimi-aggiornamenti
https://www.casertanews.it/attualita/incendio-fabbrica-caffe-raccolta-fondi-di-maggio.html
https://www.comunicaffe.it/di-maggio-titolare-cida-azienda-caffe-caserta-fiamme/
https://www.gofundme.com/f/un-caff-per-ripartire

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