TCM: L'unico modo per dire "TI AMO" alla tua famiglia che valga qualcosa in tribunale e in banca.

Siamo onesti per un minuto.
Tra poco sarà San Valentino. O forse sarà il compleanno di vostra moglie, o il vostro anniversario di matrimonio. Poco importa la data: il mondo del marketing si sta già mobilitando per convincervi che l'amore si misura in grammi di cioccolato artigianale, in numero di rose rosse a gambo lungo o in cene a lume di candela in ristoranti sovraffollati, dove pagherete un vino mediocre il triplo del suo valore di mercato.
È la grande festa dei fiorai e dei produttori di bigliettini d'auguri. È estremamente facile dire "Ti amo" con una scatola di cioccolatini da 15 euro o con un post su Instagram pieno di cuoricini, filtri patinati e hashtag melensi.
È un gesto che costa poco, richiede zero sforzo intellettuale e gratifica l'ego nell'immediato.
Ma sapete cosa c'è di difficile? Sapete cos'è che distingue un uomo (o una donna) adulto da un adolescente innamorato dell'idea dell'amore?
Dire "Ti amo" firmando un bonifico che garantisce matematicamente che la tua famiglia non dovrà andare a chiedere l'elemosina ai suoceri, o svendere in fretta e furia la casa in cui avete costruito i vostri ricordi, se domani mattina tu dovessi finire sotto un camion o non svegliarti più. Sembra brutale?
Benvenuti nel mondo reale. Qui i sentimenti sono bellissimi, scaldano il cuore, ma non pagano le bollette, non saldano i mutui e non pagano le rette universitarie.
IL "PENSIERO MAGICO" DELL'IMPRENDITORE ITALIANO
L'italiano medio, e l'imprenditore in particolare, ha un rapporto patologico con il concetto di morte. Gestisce il rischio premorienza (che, vi ricordo, è una certezza statistica assoluta, l'unica incognita è la variabile "tempo") con la strategia più antica, ridicola e inutile del mondo: la scaramanzia.
Appena si parla di polizze vita, lo vedo nei vostri occhi.
Vedo la mano che scivola furtivamente sotto il tavolo a toccare parti anatomiche o materiali ferrosi. Vedo il gesto apotropaico delle corna.
Sento la frase classica, pronunciata con quel sorriso nervoso di chi ha paura ma vuole fare il gradasso: "Dottore, ma che dice? Io campo cent'anni! Mi portate sfortuna a parlare di queste cose".
Sia chiaro: questa non è strategia. È Pensiero Magico. È l'atteggiamento psicologico di un bambino di tre anni che si copre gli occhi con le mani convinto che, se lui non vede il mostro, il mostro non possa vedere lui.
Ma il "mostro" (il destino, il caso, la statistica, chiamatelo come volete) se ne frega altamente dei vostri amuleti, dei cornetti rossi e delle vostre toccatine.
E, purtroppo, se ne frega anche la Banca che vi ha prestato i soldi per la casa o per l'azienda. E se ne frega il Giudice Tutelare: appena i conti del defunto vengono bloccati, per toccare qualsiasi somma destinata ai minori servirà la sua autorizzazione (con tempi biblici), congelando la liquidità proprio nel momento del bisogno.
Charlie Munger, il socio storico di Warren Buffett e uno dei miei mentori ideali per il suo cinismo pratico, usava spesso la tecnica dell'Inversione: "Non cercare di essere intelligente. Cerca di non essere stupido". E ancora: "Dimmi dove morirò, così non ci andrò mai".
Applicando l'inversione alla vostra famiglia, la domanda che dovete farvi oggi non è "Cosa posso regalarle per farla felice?", ma: "Cosa deve succedere per rovinare definitivamente e irreversibilmente la vita dei miei figli e del mio coniuge?"
La risposta è una sola, ed è puramente matematica: Deve mancare la liquidità necessaria per mantenere lo stile di vita attuale a fronte della scomparsa della fonte di reddito principale.
LA TUA FAMIGLIA NON VIVE DI AMORE. VIVE DI REDDITO.
Chiariamo un concetto che ai romantici farà venire l'orticaria, ma che è l'unica verità in grado di salvare il futuro dei vostri figli.
La vostra famiglia non mangia il vostro affetto. Non paga la spesa al supermercato con i vostri abbracci. Non salda le rate del finanziamento auto con i vostri bei ricordi.
La vostra famiglia vive, mangia e prospera grazie alla vostra capacità di generare reddito. Voi siete la "Macchina da Soldi". Siete l'asset industriale più prezioso dell'azienda "Famiglia S.p.A.".
Se avete assicurato il capannone contro l'incendio (magari perché la banca vi ha obbligato), se avete assicurato la macchina contro il furto (perché vi scoccia rimanere a piedi), ma non avete assicurato la "Macchina da Soldi" che paga tutto il resto, non siete degli "ottimisti". Siete degli irresponsabili.
Se domani la Macchina da Soldi si rompe definitivamente (morte) o si ferma per sempre (invalidità), cosa succede al bilancio familiare?
La risposta è un'equazione spietata:
- Le Entrate crollano a ZERO.
- I Costi restano al 100% (anzi, aumentano drasticamente, perché viene a mancare il contributo pratico del genitore assente).
(Nota tecnica importante: Anche l'Invalidità Permanente da malattia o infortunio è un rischio devastante, economicamente forse peggiore della morte perché i costi vivi esplodono per l'assistenza. Ma di questo non parleremo in questo articolo. Oggi voglio che vi concentriate sul rischio definitivo: la vostra assenza totale).
Il risultato di questa equazione si chiama Disastro Economico.
Ed è qui che entra in gioco l'unica polizza che distingue un Padre di Famiglia Responsabile da un Sognatore pericoloso: la TCM (Temporanea Caso Morte).
Attenzione: non sto parlando di quelle polizze "miste" piene di costi occulti che cercano di rifilarvi i venditori di polizze. Quelle sono spesso zavorra finanziaria piena di costi inutili travestita da tutela.
Io parlo di Puro Rischio. Funziona esattamente come l'assicurazione dell'auto: tu paghi un premio annuale (spesso molto basso rispetto al beneficio potenziale).
Se non succede nulla, hai "perso" il premio (ma hai comprato un anno di serenità).
Se muori, la compagnia paga un capitale enorme. Subito. Esente da IRPEF e da tasse di successione (per il beneficiario designato).
IL DRAMMA DELLE CIFRE RIDICOLE (E PERCHÉ SIETE SOTTOASSICURATI)
Ora, facciamo finta che voi siate tra quel 10% di italiani illuminati che ha già sottoscritto una polizza TCM. Vi faccio una domanda secca: Quanto è il capitale assicurato?
Se la risposta è "50.000 euro" o "100.000 euro", ma anche 200.000 o 300.000 euro, ho una brutta notizia per voi. Non siete assicurati.
Avete comprato un placebo per la vostra coscienza.
100.000 euro, per una famiglia moderna con due figli, un mutuo residuo e un tenore di vita medio-alto, sono una goccia nel deserto. Coprono forse due o tre anni di sopravvivenza dignitosa. E poi? Poi arriva la fame. Poi arriva la rinuncia agli studi universitari. Poi arriva la vendita della casa di famiglia.
Perché avete quella cifra ridicola sulla vostra polizza? Non perché avete fatto i conti e avete stabilito scientificamente che 100k sono sufficienti. Ce l'avete per due motivi squallidi, che rivelano la mediocrità del mercato assicurativo italiano e la vostra pigrizia.
1. L'ASSENZA DI DIAGNOSI (Il metodo "A spanne")
Nessuno si è mai seduto con voi con una calcolatrice finanziaria e le tabelle attuariali di speranza di vita per calcolare quanto costa davvero sostituire il vostro reddito per i prossimi 15 o 20 anni. Il venditore generalista (il "Commesso") vi ha chiesto: "Quanto vuoi mettere?". E voi, non sapendo nulla di finanza, avete detto una cifra che vi sembrava "grande".
Avete fatto "a occhio". E quando si parla di inflazione e rendite future, l'occhio umano sbaglia sempre per difetto.
2. LA TRAPPOLA DELLA PIGRIZIA (E LA PAURA DEL VENDITORE)
Questa è la verità più scomoda, quella che nessuno vi dice.
Esiste una soglia "magica" nelle compagnie di assicurazione. Solitamente si aggira intorno ai 200.000/300.000 euro.
- Sotto questa soglia: Basta una firma e un questionario in cui dichiarate di stare bene. Polizza emessa in 10 minuti.
- Sopra questa soglia: La Compagnia, giustamente, vuole vederci chiaro. Chiede analisi del sangue e magari una visita medica e, per capitali particolarmente elevati, un rapporto finanziario.
Ed è qui che scatta il cortocircuito della mediocrità.
Il Venditore di Polizze ha il terrore di chiedervi di fare le analisi.
Ha paura di "disturbare" il cliente importante. Ha paura che voi diciate: "Uff, che rottura, non ho tempo di andare a fare il prelievo a digiuno, ci penso dopo". Ha paura che, in quel "ci penso dopo", voi cambiate idea o andiate da un altro.
Ha paura di perdere la provvigione facile, veloce e immediata.
Quindi cosa fa il venditore mediocre? Vi propone il "Capitale Sotto-Soglia". Vi dice: "Facciamo 250.000 così non deve fare visite mediche, è più veloce, meno burocrazia".
Vi sta vendendo la comodità al posto della sicurezza. Vi sta dando un'aspirina per curare un'emorragia arteriosa, pur di non farvi sentire il piccolo fastidio della puntura.
E voi? Voi accettate. Per pigrizia.
Perché l'idea di andare a digiuno una mattina al laboratorio analisi vi sembra un sacrificio troppo grande rispetto al vostro tempo prezioso. Preferite firmare subito e togliervi il pensiero.
Ma rifletteteci un attimo, e siate onesti con voi stessi: Davvero? Il futuro economico dei vostri figli, la loro possibilità di studiare, di non perdere la casa, di avere un futuro, non vale una mattina di fila al laboratorio analisi? Siete così pigri o così arroganti da pensare che il destino vi farà uno sconto perché "non avevate tempo"?
Se il vostro Consulente Assicurativo vi ha proposto una cifra bassa "così evitiamo le visite", non vi ha fatto un favore.
Vi ha trattato da polli da spennare. Vi ha venduto un biglietto per la povertà della vostra famiglia, incassando la sua provvigione subito.
LA MATEMATICA È CINICA (E NON ACCETTA SCUSE)
Esiste però un altro modo di operare. Quello del Consulente che agisce come un Medico, non come un Cameriere. Il Medico non ti chiede "Che medicina vuoi?".
Il Medico ti fa le analisi e ti dice "Prendi questa, anche se è amara, o muori".
Il vero professionista pretende che il cliente faccia le visite mediche, se la matematica dice che serve un capitale alto. Perché i numeri non mentono e non hanno sentimenti.
Come si calcola il "Prezzo del tuo Amore"? Non si fa a spanne.
Si usa una formula precisa, che tiene conto di tutto ciò che entra e di tutto ciò che esce.
La formula concettuale è questa:
[ Fabbisogno Totale ] - [ Risorse Già Esistenti ] = CAPITALE DA ASSICURARE
Sembra facile, ma il diavolo è nei dettagli. Molti consulenti improvvisati sbagliano proprio a calcolare le "Risorse Già Esistenti", in particolare una voce fondamentale:
La Copertura Pubblica (INPS o Cassa Professionale).
Lo Stato (o la tua Cassa di previdenza se sei un Libero Professionista) prevede delle tutele:
la pensione ai superstiti o la pensione indiretta. Ma a quanto ammontano queste tutele?
100 euro al mese? 1.000 euro? Non si può tirare a indovinare lanciando i dadi o basandosi sulle chiacchiere da bar.
Per calcolarlo serve prendere il tuo Estratto Conto Contributivo, caricarlo su software tecnologici all'avanguardia e simulare esattamente cosa succederebbe oggi in caso di decesso. Solo così scopri la verità.
Magari scopri che l'INPS coprirebbe il 30% del fabbisogno familiare. E il restante 70%? Quello è il buco nero che devi coprire tu con la polizza privata.
Quindi, ecco il calcolo vero che dovete pretendere:
Reddito Netto Annuo X Anni mancanti all'indipendenza dei figli + Debiti Residui + Spese Straordinarie (Università) – Risparmi Liquidi – Copertura INPS/Cassa (calcolata scientificamente) = CAPITALE NECESSARIO.
Facciamo un esempio pratico.
Marco, 48 anni. Imprenditore.
- Reddito netto familiare necessario per mantenere lo standard: 60.000 € all'anno per 20 anni.
- Mutuo residuo: 200.000 €.
- Totale Fabbisogno Lordo: 1.400.000 €.
Ora guardiamo le risorse.
- Risparmi liquidi disponibili: 50.000 €.
- Analisi Estratto Conto INPS: la pensione ai superstiti coprirebbe (valore attualizzato ad oggi) circa 400.000 €.
- Totale Risorse: 450.000 €.
Il "Buco" da coprire è: 1.400.000 - 450.000 = 950.000 €.
Se Pietro ha la classica polizzetta da 100.000 euro fatta in banca "per non disturbare", ha ancora un buco scoperto di 850.000 euro.
Sta dicendo alla sua famiglia: "Vi amo, ma vi lascio in mezzo a una strada lo stesso."
Tutto questo perché Pietro "non aveva voglia di fare le visite mediche" o perché il suo consulente non aveva gli strumenti tecnologici per analizzare la posizione INPS.
ATTENZIONE ALLA TRAPPOLA: "VITA" VS "DANNI"
Qui dovete prestare la massima attenzione, perché la fregatura tecnica è dietro l'angolo e potrebbe costarvi tutto. Molti credono di essere assicurati sulla vita, ma in realtà hanno una Polizza Infortuni (Ramo Danni) che prevede un capitale in caso di morte.
NON È LA STESSA COSA. C'è una differenza abissale.
- La Causa: La polizza Infortuni paga solo se muori per causa violenta, fortuita ed esterna (incidente). Se muori per infarto, ictus o tumore (che statisticamente sono le cause di morte immensamente più probabili), la polizza Infortuni paga ZERO. La TCM (Ramo Vita) paga per qualsiasi causa, malattia o infortunio.
- Lo Scudo Legale (Art. 1923 c.c.): Solo le polizze Ramo Vita godono della protezione totale prevista dal Codice Civile. Le somme della TCM sono impignorabili e insequestrabili. Cosa significa? Significa che se hai debiti con il fisco, con i fornitori o con le banche, e tu vieni a mancare, i creditori si prenderanno la casa, l'azienda e i conti correnti. Ma NON potranno toccare il capitale della polizza TCM (potranno aggredire al massimo i premi versati). Quei soldi arrivano, puliti e intoccabili, ai beneficiari. Inoltre, sono fuori dall'asse ereditario: vanno direttamente al beneficiario senza dover rispettare le quote di legittima e senza tasse di successione. La polizza Infortuni non ha automaticamente queste garanzie.
- L'INDISDETTABILITÀ (Il dettaglio fondamentale): Questa è la chiave di volta. Una polizza Infortuni (Ramo Danni) può essere disdetta dalla Compagnia a ogni scadenza annuale. Se ti ammali o diventi un soggetto "a rischio", la compagnia può mandarti una raccomandata e dirti "Arrivederci". La TCM (Polizza Vita) è INDISDETTABILE da parte della Compagnia. Una volta che l'hai sottoscritta e superato le visite mediche iniziali, finché paghi il premio e sei stato onesto nelle dichiarazioni iniziali, la Compagnia NON può recedere, nemmeno se la tua salute peggiora drasticamente il giorno dopo. Mentre tu puoi recedere ogni anno. È un contratto blindato unilateralmente a tuo favore.
Se avete una polizza Infortuni pensando che sia una "assicurazione sulla vita", state guidando una moto ai 200 all'ora indossando un casco di polistirolo.
CONCLUSIONE: FIORI O BONIFICI?
Torniamo a San Valentino. Smettetela di pensare che fare una polizza vita porti sfortuna.
È una stupidaggine da Medioevo che non si addice a imprenditori e professionisti del 2026. L'unica cosa che porta sfortuna è l'ignoranza, unita alla pigrizia.
L'assicurazione sulla vita è il gesto più altruista e nobile che un essere umano possa fare. Perché? Perché non la godrete mai.
Voi pagate, fate sacrifici, e se il "beneficio" scatta, voi non ci siete più per vederlo.
Lo fate esclusivamente per gli altri. È la definizione tecnica di Amore.
Quindi, ecco la sfida. Se il vostro Consulente Assicurativo vi propone una cifra bassa "così non serve la visita", cacciatelo dal vostro ufficio. Vi sta insultando l'intelligenza. Vi sta trattando da clienti pigri e stupidi.
Se invece volete capire quanto vale davvero la vostra vita finanziaria e assicurarvi che il vostro "Ti Amo" sia coperto da un bonifico serio, indisdettabile e intoccabile, allora dovete pretendere un'analisi seria. Un'analisi che includa l'estratto conto INPS, la Cassa professionale, i debiti, i risparmi e l'inflazione.
Perché i fiori appassiscono in tre giorni. I cioccolatini fanno ingrassare.
I bonifici da un milione di euro, invece, garantiscono un futuro.
Scegliete voi che tipo di partner o padre/madre volete essere.

Amministratori condominiali: «Nessuno me l’ha chiesto» non ti salva se ometti i rischi in assemblea.




















































