Quando ti dicono "a Pari Garanzie", di solito non è vero.
Ieri mattina è entrato in Agenzia un cliente che è con noi dal 1991.
Aveva in mano un preventivo per la polizza auto.
Gliel'aveva preparato una persona che conosceva grazie al rapporto con il figlio. Il cliente aveva chiesto espressamente un confronto a parità di garanzie. Dall’altra parte, però, il preventivo era stato formulato senza quel lavoro preliminare di analisi che dovrebbe sempre precedere qualunque comparazione seria.
Il risultato, nero su bianco, era un risparmio di 100 euro rispetto al premio del nostro rinnovo.
Abbiamo messo i due documenti sul tavolo, uno accanto all'altro: il loro preventivo e la nostra polizza in essere. E il confronto vero è cominciato lì.
Il massimale RC Auto
Il massimale di Responsabilità Civile Auto è il tetto massimo entro cui la Compagnia risarcisce i danni causati a terzi con il veicolo assicurato.
È una di quelle voci che separano una polizza seria da un prezzo basso travestito da polizza.
Nel preventivo concorrente: 8.000.000 di euro.
Nella nostra polizza: 50.000.000 di euro.
Sembra impossibile fare 8 milioni di danni? Basta guardare le Tabelle del Tribunale di Milano sul danno alla persona per capire che, in presenza di lesioni gravissime, invalidità permanenti elevate, perdita di reddito futuro e più persone coinvolte, i numeri possono crescere molto più in fretta di quanto si immagini.
E quando il danno supera il massimale, la differenza resta a carico del responsabile, intaccando il suo patrimonio presente e futuro (art. 2740 c.c.). Il preventivo concorrente era sopra il minimo di legge, fissato oggi a 6.450.000 euro per danni alle persone. Ma di poco. La nostra polizza offriva una protezione coerente con l’esigenza di difendere il patrimonio personale e familiare.
Parità di garanzie? Nemmeno per sogno.
Il costo dei pezzi di ricambio in caso di danno parziale
Quando fai un incidente e devi riparare la tua auto, la differenza tra una buona copertura e una mediocre si vede appena il carrozziere ti presenta il conto.
Parliamo di danni parziali coperti (kasko, furto, grandine).
Se rompi il paraurti, i sensori e i fari led di un'auto di tre anni, la polizza "economica" applica il degrado d'uso: ti liquida solo una percentuale, calcolata sul valore del pezzo vecchio.
Ma in officina ti montano un ricambio nuovo di fabbrica. E quella differenza, che spesso vale migliaia di euro, ce la metti tu.
Nel preventivo concorrente: Assicurato il Valore Commerciale, quindi applicazione del degrado d'uso sui ricambi.
Nella nostra polizza assicurato il Valore a Nuovo: Zero degrado. Il pezzo nuovo te lo paga integralmente la Compagnia.
Parità di garanzie? Nemmeno per sogno.
La Tutela Legale: 50.000 euro contro 120.000 euro
Nel preventivo concorrente la tutela legale era inserita nella polizza auto, con un massimale da 50.000 euro. La nostra era una polizza autonoma, con massimale da 120.000 euro.
Sul piano tecnico va fatta una precisazione doverosa: il problema classico della Compagnia che, in certe situazioni, si troverebbe a gestire un conflitto di interessi è formalmente presidiato dalla gestione affidata a un soggetto terzo specializzato. Ma il punto non cambia.
Il massimale resta dimezzato. In un contenzioso serio, con perizie tecniche, consulenti di parte, più gradi di giudizio, spese di soccombenza e soprattutto la Responsabilità Penale, 50.000 euro possono rivelarsi insufficienti molto prima della fine della causa.
Il tema non è se la copertura c'è o non c'è.
Il tema è quanto vale davvero quella protezione quando serve sul serio.
Parità di garanzie? Nemmeno per sogno.
Gli Infortuni del Conducente: la voce che non c'era
Questa, tra tutte, era la differenza più pesante. La garanzia Infortuni del Conducente protegge chi guida in caso di incidente. La sola RCA, di regola, non risarcisce il conducente responsabile del sinistro. Se provochi tu un incidente, resti scoperto proprio sulle voci che distruggono una famiglia: morte, invalidità permanente e spese mediche.
Nella nostra polizza avevamo inserito un primo paracadute: 100.000 euro in caso di morte, 100.000 euro per invalidità permanente, 10.000 euro per spese mediche. Non è un massimale ideale per un imprenditore o un capofamiglia.
Un vero piano di tutela richiederebbe capitali ben più alti.
Ma è comunque una prima barriera economica concreta, mentre l’assenza totale della garanzia lascia il conducente esposto proprio nel momento peggiore.
Nel preventivo concorrente questa garanzia non era ridotta. Non era limitata.
Non c'era proprio. Nessuna tutela specifica per il conducente responsabile del sinistro.
Parità di garanzie? Nemmeno per sogno.
Quello che è successo dopo
Il cliente ha ascoltato. Ha fatto domande. Ha guardato il nuovo preventivo e la polizza che aveva già in mano per quello che erano davvero, non per come gli erano stati raccontati. Alla fine ha detto una cosa molto semplice:
"Allora non era a pari garanzie."
No. Non lo era.
Ha confermato il rinnovo senza esitazioni.
Il problema non è la malafede di chi ha fatto quel preventivo. Il problema è peggiore: è la superficialità tecnica venduta come consulenza.
Perché confrontare un preventivo con una polizza in essere voce per voce richiede tempo, attenzione e competenza. E il mercato, troppo spesso, preferisce vendere l'illusione del prezzo migliore invece di fare il lavoro più scomodo: spiegare cosa c'è dentro, cosa manca e quali conseguenze concrete comporta quella differenza.
Il cliente non aveva bisogno di un prezzo più basso. Aveva bisogno di qualcuno che gli facesse vedere cosa stava davvero confrontando. Perché due contratti non si giudicano da quello che costano. Si giudicano da quello che proteggono.
Risparmiare 100 euro con un massimale RC enormemente più basso, senza Infortuni del Conducente e con una tutela legale più debole non significa spendere meno.
Significa comprare meno protezione, spesso senza accorgersene.
Finché non succede nulla, sei convinto di aver fatto un affare. Quando succede il disastro, scopri quanto costa davvero farsi consigliare male.
Prima la diagnosi. Sempre.

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